Jun.08

Ruoli e stipendi del marketing | Interessante studio di Michael Page

Ciao a tutti ! oggi, in risposta alle domande di vari studenti e amici, posto questo studio di Michael Page, fresco fresco su quanto guadagna uno che lavora al marketing? quanto guadagna un responsabile marketing? un direttore commerciale? un brand manager?

Tutto scaricabile dal sito di Michael Page studio delle retribuzioni del Marketing & Sales 

Riassumo in questa tabella gli stipendi Ral, in base agli anni di esperienza nel ruolo, ricordando che il tutto nasce da una ricerca Michael Page scaricabile al link sopra (dove è descritto anche il ruolo, mansioni e responsabilità).

Ruolo   10-15 anni 15-20 anni > 20 anni
Direttore Commerciale  90-130K 130-160K >160K
Direttore Vendite  70-85K 85-100K >100K
Area Manager  45-60K (<10a)
60-70K (>10a)
 70-85K  n/a
Key Account Manager  35-50K (3-5a)
50-70K(5-10a)
70K (>10a)
 n/a n/a
Sales Engineer  35-50K (3-5a)
50-70K(5-10a)
70K (>10a)
 n/a n/a
Direttore Commerciale Estero  90-130K 130-160K >160K
Export Area Manager  45-70K 70-80K 80-90K
Direttore Comunicazione  90-100K 120-150K >150K
Trade Marketing Manager  40-50K (3-5a)
50-70K(5-10a)
n/a n/a
Direttore Marketing  90-120K 120-150K >150K
Marketing Manager  55-70K (7-12a)  70-80K (12-15a) n/a
Brand Manager/Product  35-50K (3-5a)
45-50K(5-10a)
50K (>10a)

Molto interessante l’approfondimento sulle aree di responsabilità di ogni ruolo e sulle mansioni di ogni uno.

A breve anche i ruoli e gli stipendi del digital marketing 🙂

M

Marketing

Nov.09

Quanto guadagna un consulente ? | Startup e Self Employment!

Oggi ho ritrovato questa scheda che salvai molto tempo fa. Parla di quanto guadagna un consulente aziendale o per lo meno ..di quanto dovrebbe guadagnare 🙂

Nel momento in cui decidiamo di diventare un consulente dobbiamo mettere in preventivo un bel po’ di cose. Una di queste è il guadagno! Che tariffa chiedo? Quanto guadagnerò? purtroppo non so rispondervi, ogni caso va a se ed è specifico dell’area dove si fa consulenza, dell’esperienza, della persona e di un bel po’ di altri fattori.

Vi lascio alla scheda che è molto esplicativa! se avete domande scrivetemi pure!

 

Combattere la Crisi,startup

Feb.17

Dec.04

Sep.30

Countdown per l’amato Adwords…Google toglierà la ricerca di parole chiave dalla serp

Google sembra aver preso la decisione finale, forse la più drastica: criptare definitivamente tutte le ricerche dei suoi utenti (includendo tutti i prodotti di sua proprietà come YouTube , Gmail ed ora Google Plus che sta spopolando), fatta eccezione per i clic sugli annunci.

Cosa significa questo?  Non poco fastidio per il lavoro dei marketers SEO.

Sventolando la bandiera a favore della “difesa della privacy” e rendendo Google Adwords pressoché inutile, Google ha messo al bando forse i dati più utili con cui eravamo abituati a fare i primi passi in un processo di analisi SEO: niente più keywords, niente più conferme su ciò che gli utenti cercano.
Panico e sconforto? Più che leciti!

In realtà già dal 2011 i dati che ci venivano offerti da Adwords erano accompagnati da un margine di errore non indifferente (aumento costante di circa 4 punti percentuale ad ogni mese), senza però suscitare alcun fastidio, per il semplice fatto che i risultati consegnati ai clienti portavano un marchio indiscutibile e soprattutto facili da ottenere.
La questione ora cambierà totalmente: non più fantomatiche e ridondanti parole a fare la differenza nella gara al posizionamento dei siti web, ma piuttosto analisi e strategia di buon livello.
Quanti ne saranno all’altezza? (ovvio NOI Markettari della Old School di strategia e Swot :)))

Gli strumenti per orientarsi comunque non mancheranno: ricordiamoci infatti che il restante  33% delle ricerche provengo da motori di ricerca alternativi a Google, come Bing e Yahoo,  proprietari di tools capaci di fornire ugualmente keywords sufficienti per creare le linee guida per una buona strategia.
Un buon lavoro deve infatti realizzarsi con la qualità dei contenuti, costruire un buon piano editoriale, con la  capacità di rispondere puntualmente alle esigenze dell’utente e cercando soprattutto di parlare la sua stessa lingua e non sicuramente quella suggerita da un gobbo di nome Adwords.

Rimettere in ordine la cassetta degli attrezzi ora non sarà facile, perché solo un ipocrita negherebbe l’utilità e la comodità che Google Adwords ci regalava, ma nell’attesa del countdown per la perdita di tutti questi preziosi dati (ovviamente la scadenza non ci data sapere…), potremmo ugualmente organizzarci per sensibilizzare gli italiani all’utilizzo degl’altri motori di ricerca…

SONIA – PMI DIGITALI

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